
I Responsori per la Settimana
Santa di Alessandro Scarlatti fanno parte di un corposo volume
manoscritto di "Musiche per la Settimana Santa" che è conservato
nel Fondo Antico dell'Archivio della Accademia Filarmonica
di Bologna con la segnatura 443 ed è composto da cinque parti
così distinte:
Prima parte (cc. 1r.-15v.)
MUSICHE PER IL TEMPO DI QUARESIMA, Le carte contengono undici
Mottetti (Graduali e Offertori) a cappella
Seconda parte (cc. 17r.-112v.)
LAMENTAZIONI PER LA SETTIMANA SANTA
Terza parte (cc. 113r.-149v.)
RESPONSORI DELLA SETTIMANA SANTA
Quarta parte (cc. 151r.-158v.)
INNI E IMPROPERI PER LA MISSA PRAESANCTIFICATORUM DELLA PARASCEVE
Quinta parte (cc. 159r.-190v.)
SALMI
Il corpus musicale del compositore palermitano presenta ancora
oggi molti problemi di completezza e di datazione rispetto
alla cronologia compositiva del musicista. Molte le partiture
che mancano nei cataloghi scarlattiani compilati da diversi
musicologi (Antonio Garbelotto, Giancarlo Rostirolla, e, più
recentemente, Malcolm Boyd). In ambito musicologico le opere
sacre di Alessandro Scarlatti sono state solo in minima parte
studiate ed analizzate, saggi ed articoli, oltre a rare edizioni
musicali sono state dedicate solo ad alcune messe. Le composizioni
sacre rappresentano comunque una sezione rilevante nella catalogazione
scarlattiana. In particolare i Responsori del "manoscritto
443" di Bologna necessitano di un duplice approccio introduttivo:
anzitutto si deve valutare il riferimento cronologico delle
composizioni, la loro gestazione, quindi tenere in considerazione
l'aspetto esecutivo, con un particolare accenno alla presenza
del basso (in parte numerato) nella partitura originale.
Il primo problema è collegato alla esistenza di un documento
definito "memoria Casini" che molta luce ha fatto sul repertorio
in oggetto, ma che oggi, in mancanza dell'originale, lascia
aperti numerosi dubbi. Giovanni Maria Casini (Firenze, 1652-1719)
organista di S. Maria del Fiore, della Corte Medicea e Maestro
della Cappella di Violante Beatrice di Baviera sembra essere
l'autore di un documento che ricorda il periodo nel quale
probabilmente vennero eseguiti a Firenze i Responsori di Scarlatti
"Ricordo per mia memoria di me Giovammaria Casini, adì 13
di febbraio 1707 (in realtà 1708), ... per l'avvicinarsi della
Santissima Pasqua di Resurrezione, fui chiamato dal Serenissimo
Sig. Principe (Ferdinando)... Il Ser.mo Principe mi comandò
che riferissi di una lettera del Sig. Alessandro Scarlatti
(il grande Musico, mio amicissimo che onora anco Firenze,
città che istima quasi come sua Patria ...). Perchè a me fu
data cura di dirigere i sacri Concerti in Santo Lorenzo per
questo tempo di Quaresima e per la Settimana Santa, facendo
comporre le Musiche al detto Sig. Scarlatti. Lessi a voce
distesa il viglietto, a me pervenuto con le Musiche, che diceva
"Forse Sua Altezza Reale si degnerà di accettare l'offerta
di questo debole parto della mia corta abilità nel porre in
Musica li Mottetti Sacri, allo stile sodo del Palestrina..."
Questo è tempo di Penitenza e di tenebre e, per i divoti,
di severità e di humile raccoglimento... Se piacerà, li Responsi
potranno trovar sostegno nel basso per l'Organo, quantunque
le voci in solitudine mi sembrino talvolta più convenienti
al dramma del Redentore, che fu senza sostegno, solo e rinnegato".
Le precise note della Memoria Casini ci permettono una collocazione
temporale delle musiche, intorno al 1708, oltre che numerosi
accenni ai criteri compositivi. Resta il dubbio della datazione
del manoscritto "si pensa qui soprattutto agli anni in cui
A. Scarlatti era maestro di cappella a Roma.
Recenti studi hanno dimostrato che Scarlatti era impegnato
a Roma presso quattro diverse chiese dal 1678 al 1683 e dal
1703 al 1708. Tuttavia finora non è stato possibile trovare
dei documenti che attestino un'esecuzione delle musiche per
la Settimana Santa a S. Giacomo in Augusta (dove Scarlatti
è stato attivo dal dicembre 1678 al dicembre 1682), S. Girolamo
della Carità (novembre 1682-novembre 1683), S. Maria in Vallicella
(gennaio 1703-maggio 1705), o ancora S. Maria Maggiore (gennaio
1703-dicembre 1708) ..." (B.Poensgen) Un altro interessante
documento settecentesco, a firma di Giovanfrancesco Beccatelli
(dal 1704 maestro di cappella e organista della cattedrale
di Prato) a proposito delle Musiche per le Tenebre così ricorda:
"Per comporre musiche sacre ispirate alla sofferenza ed alla
morte (siano Mottetti Penitenziali o Responsi della Settimana
Santa o Passioni o Improperia o qualsivoglia altro suggetto
similare), doverebbe star avvertito il Compositore di non
fare solo Musica buja e arabbiata in falsa larghezza, forzando
la penna oltr'il naturale, perchè per i sentimenti di dolore
o di preghiera penitente o di pianto le oportune Armonie et
i sani Contrapunti non dovrebbon perdere mai la luce, la vaghezza
e l'affectione (come dev'essere per i divoti che anche ne'
patimenti giamai scordano la speranza) havendo cura particularissima
degli Accidenti e delle Pause (che della Musica sono il colore
e'l respiro): doverebbe insomma la Composizione riescir naturale
e profonda, dittata affatto dalle spinte della Fantasia e
della Passione, e non dal solo gradimento del Publico, spesso
mal'istruito e male guidato ...". In particolare piace ricordare
una citazione dello stesso Beccatelli che chiude quanto sopra
riportato: "... ho speranza di poter continuare l'argumento
con maggior calma in altra prossima ... sopra tutto sperando
di poter comentare il ricordo sul Responso delle Tenebre,
udito or sono molt'anni in Santo Lorenzo - col Tenore solo
e senz'organo, celato in alto, e col coro giù in basso -,
che fu impressione grande, più mai havuta dopo ...". Ci associamo
alla conclusione del musicista settecentesco ripensando al
"Tenebrae factae sunt" del maestro palermitano che lascia
la voce del tenore sola, e senza accompagnamento strumentale;
nei versetti "Deus, Deus meus ut quid dereliquisti me?" e
"Pater, in manus tuas commendo spiritum meum". I Responsori
delle Tenebre sono liturgicamente collocati all'interno del
"mattutino", la preghiera corale che apre la giornata del
cristiano secondo la struttura della Liturgia delle Ore. L'Ufficio
divino o Liturgia delle Ore è la preghiera pubblica comune
del popolo di Dio, il modo in cui i cristiani santificavano
i momenti della giornata attraverso la lettura dei salmi e
la meditazione sulla Sacra Scrittura. Il Breviarium Romanum
di Pio V (1658) articola la preghiera giornaliera in diversi
momenti e prevede l'esatta sequenza di formule introduttive,
letture, salmi, responsori e inni da seguire per ogni officiatura.
Prima della riforma degli anni '50 l'ufficio della mattina
(con le lodi) è stato anticipato alla sera del giorno precedente
(Ufficio delle Tenebre).
La proposta della serie di Responsori del "Sabbato Sancto",
che è in programma in questi concerti, prevede l'uso dell'organo
e del cello per la realizzazione del basso continuo. E' naturale
che il rispetto della giusta prassi sia sostenuto da una attenta
lettura testuale, retorica, da un coerente uso del "basso
continuo" e, non ultimo, da una possibile interpretazione
"registica" ante litteram nella esecuzione drammatica dell'opera.
Dobbiamo ricordare che la sequenza completa dei ventisette
Responsori scarlattiani rispetta inoltre una precisa sequenza
di tonalità, ogni giornata dei Responsori è infatti in "crescendo":
do minore, re minore, mi minore caratterizzano retoricamente
e affettivamente ogni triade di composizioni che compongono
la serie di nove Responsori per i tre "notturni" della Feria
V in Coena Domini (Giovedì), Feria VI in Parasceve (Venerdì)
e Sabbato Sancto. Nella proposta esecutiva i nove responsori
del Sabbato Sancto si avvicinano alla sequenza completa, ogni
Nocturno è introdotto da una breve lettura e da un'opera organistica
scelta opportunamente per tonalità e per ambito compositivo.
A due rare composizioni "accademiche" di Alessandro Scarlatti,
tratte rispettivamente da un manoscritto della Biblioteca
Santini di Münster (Westfalia) e dalle fonti settecentesche
del Fondo Noseda conservato presso la Biblioteca del Conservatorio
di Musica di Milano, sono affiancati due autori particolari
legati alla scuola napoletana. Leonardo Ortensio Salvatore
Leo, originario di S.Vito degli Schiavi (ora dei Normanni)
fu attivo a Napoli come primo organista della Cappella Reale
e maestro del Conservatorio, ma soprattutto come autore di
numerosi melodrammi, attività che lo portò per un breve periodo
in diverse parti dell'Italia. A Milano in occasione di alcuni
allestimenti teatrali, Leonardo Leo conobbe Gian Andrea Fioroni,
ricordato nei dizionari musicali come suo allievo. Fioroni
fu maestro di cappella nella Cattedrale milanese dal 1747
al 1778. Se la toccata del compositore pugliese ci mostra
severità di impostazione, ma scioltezza esecutiva nel giusto
equilibrio tra contrappunto polifonico e episodi virtuosistici,
il suggestivo "Andante" di Fioroni si presenta con tutta la
cantabilità che sembra derivare dal lirismo napoletano del
XVIII secolo.
Marco Rossi
ORGANICO DELL' OFFICIUM CONSORT:
Monica Correnti, Paola Crema, Vania Marzona, Silvia Nonis,
Alessandra Rosso (soprani)
Giuseppe Cabrio, Lisa Friziero, Marco Rinaldi, Anna Zigoni,
Lucia Zigoni (alti)
Marco Della Putta, Sandro Giusti, Stefano Giusti, Nicolò
Pasello, Claudio Zinutti (tenori)
Marco Casonato, Francesco Del Bianco, Alessandro Drigo, Daniele
Fabbro, Pio Francesco Pradolin, Pietro Santoro (bassi)
Marco Rossi: organo
Francesco Galligioni: cello
Paola Crema, Giuseppe Cabrio, Claudio Zinutti, Marco Casonato:
solisti
Programma del concerto:
Sabbato Sancto
In I nocturno
Lettura:
Lectio I - De Lamentatione Jeremiae Prophetae
Leonardo Leo (1694-1744)
Toccata n.12 in do minore per organo
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Fuga in do minore per organo (dalla "Toccata terza", manoscritto
di Münster, Fondo Santini, trascr. M. Rossi)
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Resp. 4 (in j. Noct. Resp. I) - Sicut ovis
Resp.5 (in j. Noct. Resp. II) - Jerusalem surge
Resp. 5 (in j. Noct. Resp. III) - Plange quasi virgo
In II nocturno
Lettura:
Ex Tractatu Sancti Augustini Episcopi super Psalmos
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Trattenimento in re minore per organo (manoscritto di Milano,
Fondo Noseda, trascr. M. Rossi)
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Resp. 6 (in ij. Noct. Resp. I) - Recessit pastor noster
Resp. 8 (in ij. Noct. Resp. II) - O vos omnes
Resp. 4 (in ij. Noct. Resp. IIII) - Ecce quomodo moritur
In III nocturno
Lettura:
De Epistola Beati Pauli Apostoli ad Hebraeos
Gianandrea Fioroni (1716-1778)
Andante in mi minore per organo (manoscritto di Wien, Archiv
der Musikfreunde, trascr. M. Rossi)
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Resp. 8 (in iij. Noct. Resp. I) - Astiterunt
Resp. 8 (in iij. Noct. Resp. II) - Aestimatus sum
Resp. 4 (in iij. Noct. Resp. IIII) - Sepulto Domino