"Giovanni Pierluigi da Palestrina"
L'alfabeto gregoriano nella polifonia della scuola romana
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L'Officium Consort è da tempo affascinato dalla purezza e limpidezza del discorso polifonico di Palestrina, tanto da mettere in cantiere alcuni mottetti adatti ed accessibili al coro maschile, in particolare tratti dallo sconfinato repertorio mariano. Ma il gruppo ha sentito l'esigenza di accostarsi e di indagare anche altri autori sia appartenuti a pieno titolo alla Scuola romana (de Victoria, Ingegneri), sia a coloro che con la Scuola romana ebbero rapporti molto stretti e in parte ne vennero influenzati, in parte la influenzarono (de Kerle, Costantini, de Morales, Soto). Il principale esponente di questo prestigiosissimo movimento, legato quasi indissolubilmente alla Cappella pontificia e, in particolare, al clima della controriforma nella metà del VXI Secolo, esprime nella sua produzione in modo mirabile, il raggiungimento della perfezione contrappuntistica legata intimamente alla esigenza dogmatica della chiarezza verbale del testo, imposta dalle rigide prescrizioni conciliari. La caratteristica precipua di Palestrina, che contribuisce a determinarne la grandezza, ponendolo sicuramente ai livelli tecnico-espresivi più elevati, è rappresentata dalla sua capacità di dare compiutezza e senso melodico a tutte le linee, conferendo loro eguale contabilità e dignità, pur rimanendo saldo e salvaguardando il rigore delle fondamentali leggi del contrappunto. Ma è il canto gregoriano che costituisce la principale fonte di ispirazione. Pur ammettendo che il canto monodico nel '500 era ormai in stato di profonda decadenza, ormai lontano dagli splendori e dalla purezza stilistica quasi aurorale che avevano caratterizzato la sua nascita per ibridazione nell'VIII Secolo, tuttavia è di tutta evidenza che la Scuola romana, in particolare Palestrina, erano imbevuti di quella cultura. A parte la presenza del cantus firmus che ispirava costantemente la costruzione polifonica, c'era anche la cura e il senso del testo sacro immanente in ogni produzione. Quale strumento era più idoneo a restituire alla musica il suo naturale ed antico rapporto con la favella se non il canto gregoriano?
Pare ovvio che soltanto una conoscenza non superficiale di quella antichissima arte, ma anche l'intuizione sulla sua efficacia agogico - espressiva, ha consentito al grande maestro romano di servirsene per raggiungere tali risultati icastici e spirituali.
E' risaputo che la Scuola romana fu molto influenzata dai maestri fiamminghi, sin dalla prima metà del '500. Ricordiamo la permanenza in Roma per alcuni anni di personaggi del calibro di Josquin Desprez, Obrecht, Arcadelt (ma anche De Kerle a Orvieto, qualche anno dopo). Sicuramente i maestri italiani si giovarono e attinsero a piene mani dalla grande sapienza e competenza, non certo e non soltanto in materia di contrappunto, cui era giunta la tradizione franco-fiamminga. L'evoluzione successiva, una volta appresa la lezione, permise però, anche a causa di vicende storico-politiche contingenti di cui s'è accennato, di allontanarsi dalle perfezioni contrappuntistiche nordiche, per approdare ad un discorso polifonico più disteso e trasparente, influenzato principalmente dalla cura della corretta declamazione testuale. Ebbene Palestrina rappresenta la sintesi più straordinaria e mirabile di tale fenomeno di contaminazione, in cui si intrecciano aspetti e fenomeni complessi che possono essere riassunti da un lato, nell'attenzione e aderenza all'alfabeto gregoriano, non soltanto quale fonte ispiratrice da un mero punto di vista melodico, ma nel trattare l'aspetto agogico e della chiarezza sillabica e verbale, dall'altro nella correttezza formale della costruzione contrappuntistica con significativi elementi innovativi (anche se non certo paragonabili a quelli raggiunti a Venezia nello stesso periodo), dall'altro ancora nell'esigenza cogente del dato testuale imposto dai rigori emersi dal Concilio tridentino.




Officium Consort


Organico dell'Officium Consort:

Giuseppe Cabrio, Jacopo Facchini, Marco Rinaldi, Gianclaudio Martin, Nicolò Pasello, Claudio Zinutti, Marco Della Putta, Sandro Giusti,
Stefano Giusti, Alessandro Drigo, Pio Francesco Pradolin, Carlo Roni, Marco Casonato, Francesco Del Bianco, Pierluigi Manzoni,
Fabio Zaccarin

Programma dei concerti:
Missa "Aeterna Christi Munera" 3'00"
Aeterna Christi Munera - Hymn  
Kyrie  
Gloria  
Credo  
Sanctus, Benedictus  
Agnus Dei  
  3'47"
"Lamentationes Jeremiae Prophetae" 5'24"
Feria V In Coena Domini - Lectio Prima "Incipit Lamentatio"  
Feria IV In Parasceve - Lectio Prima "De Lamentatione"  
Sabbato Sancto - Lectio Tertia "Incipit Oratio Jeremiae"  
 
"In honorem Beatae Virginis Mariae"  
Salve Regina  
Magnificat IV toni  
   
   






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