Cristóbal
de Morales
"Esequie Musicali per la Morte de l'Nobilissimo Imperator
Carlo V"
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Con
il progetto di allestimento della "Missa pro defunctis"
del polifonista romano-andaluso Cristobal de Morales (Siviglia
1500 ca. - Malaga 1553), l'Officium Consort intende continuare
coerentemente lo studio e la ricerca musicale che lo hanno
sempre caratterizzato fin dalla fondazione. In questo caso
però va riscontrata la profonda novità di una scelta artistica
innovativa e coraggiosa: quella di proporsi in una veste
inedita dal punto di vista dell'organico, con l'aggiunta,
alle tradizionali sezioni tipiche dei gruppi virili a voci
pari - tenori primi e secondi, baritoni e bassi - della
quinta voce rappresentata dai controtenori. Tale innovazione
rappresenta un autentico "turning point" espressivo, in
quanto muta radicalmente gli esiti sonori e timbrici del
"canto in voce". La novità sostanziale introdotta nel progetto
della Missa, è rappresentata, se si vuole, oltre che dall'aspetto
puramente estetico, da un evidente passo verso una maggiore
coerenza stilistca e filologica ed, insieme, denota la matura
consapevolezza di una scelta artistica impegnativa e coraggiosa.
La Missa pro defunctis è chiamata anche Messa da Requiem
in quanto comincia con l'introito Requiem Aeternam.
Il testo della Messa da (o anche di) Requiem è analogo a
quello della Messa ordinaria: a parte altri lievi cambiamenti,
sono stati eliminati i momenti più gioiosi come il Credo
e il Gloria ed è stata inserita la sequenza Dies irae, attribuita
a Tommaso da Celano (discepolo di San Francesco vissuto
nella prima metà del 1200) che però è probabilmente autore
solo della stanza conclusiva. Il Dies irae è una forma di
canto liturgico che risale circa al IX Secolo, nata aggiungendo
nuovi testi ai vocalizzi dell'Alleluia, è cioè la melodia
sostituiva di uno Jubilus alleluiatico, chiamata sequenza.
La sequenza ha linee di testo accoppiate a un' identica
frase melodica, un procedimento che anticipa il "da capo"
strofico facilitando la memorizzazione di un testo; a poco
a poco la strofizzazione altererà anche il testo che mediante
strutture di corrispondenza fonica tenderà ad assimilarsi
alla ripetizione musicale.
Nel nostro caso Morales limita l'esecuzione del Dies Irae
alle strofe finali Piae Jesu Domine. La Missa pro defunctis,
composta dal musicista spagnolo durante la sua permanenza
in Roma in qualità di cantore della cappella pontificia,
è tratta dall'opera Missarum liber secundus (V. e L. Dorico,
Roma, 1544), dedicata al pontefice Paolo III. |
Uno
degli elementi tradizionali che Morales porta alle streme conseguenze
è il modo di realizzare il discorso musicale. Ovviamente è un
discorso per imitazione, però nella particolare accezione iberica,
dove imitazione fantastica e imitazione icastica sono poste
di fronte. Morales compone con una scrittura a 5 parti analoga
a quella di Antoine Brumel, meno raffinata ma al tempo stesso
anche meno rigida, più evoluta e disinvolta, con salti melodici
più frequenti e presenza della terza nelle triadi conclusive.
Appresa la lezione dei grandi della scuola franco-fiamminga
del XV Secolo, in particolare di Josquin Desprez (ma anche -pare-
da Nicolas Gombert), Morales dimostra di interpretare le nuove
tendenze della musica rinascimentale verso una minore densità
polifonica e una maggiore trasparenza formale. Egli anticipa
i temi ed i motivi tipici del periodo post tridentino, dimostrando
particolare cura per il testo e per la sua chiarezza verbale.
Del resto le voci maschili, ricche di coloriture forti e di
armonici, esaltano tale dato espressivo, portandolo a risultati
poetico-retorici davvero splendidi. Mentre la voce falsettistisca
del controtenore, spinge la linea melodica verso guglie espressive
mai estreme, fornendo all'insieme il giusto contrappeso coloristico.
Al di là degli aspetti puramente estetico- espressivi si colgono
nel Requiem anticipazioni che riguardano anche il contenuto
mistico-spirituale, del resto tipico anche dei grandi polifonisti
iberici di epoca successiva, come ad esempio De Victoria. Un
misticismo lieve, quasi suggerito e presente nelle pìeghe della
partitura, affidato agli esiti coloristico-armonici, in particolare
nelle cadenze intermedie e in quelle finali. Traspare inoltre
una spiritualità mutuata dai grandi mistici spagnoli del rinascimento
quali Teresa d'Avila e Giovanni della Croce. Ormai lontano,
anche se intimamente ispirato, dalle/alle perfezioni contrappuntistiche
della scuola franco-fiamminga, Morales apprende invece la lezione
sulla semplicità delle linee e la coniuga con i nuovi paradigmi
della chiarezza espressiva del Verbo anticipatori della controriforma.
Ma il fascino segreto del musicista sta nella inconfondibile
"lucida estasi" che dalla sua musica traspare, forse ispirata,
appunto, da Teresa d'Avila e da Giovanni della Croce, un misticismo
fatto di suggerimenti lievi, secondo il gioco dell'imitazione
icastica delle voci di cui si diceva innanzi, che assume via
via la consistenza musicale di un messaggio spirituale profondo.
Ecco allora che -come fecero tanti altri suoi contemporanei-
rivisita i temi della messa da requiem, però imprimendo ad essa
una inconfondibile 'intensità retorica, una ricchezza allegorica
ed espressiva che può essere colta anche dall'orecchio meno
educato, ed emergono in tal modo i più profondi significati
liturgici-teologici-musicali che così compiutamente il polifonista
romano-andaluso ha saputo esprimere, condizionando in modo evidente
tutta la produzione polifonica sacra a cappella del secondo
Cinquecento, ma anche di numerosi altri compositori fino al
XVIII Secolo. Il presente progetto prevede la stretta collaborazione
con l'Associazione spilimberghese di musica antica "Alessandro
Orologio" (direzione artistica e musicale di Davide De Lucia),
la quale costituirà l'ensemble strumentale, utilizzando nel
pieno rispetto della prassi esecutiva del tempo strumenti antichi
o copie di essi.
Officium Consort
Ensemble Orologio
su strumenti originali
Maestro di Concerto Davide De Lucia
Organico dell'Officium Consort
a cinque parti con soli e ripieni nella disposizione:
Cantus: Giuseppe Cabrio, Alessandro Carmignani, Marco
Podda, Marco Rinaldi
Altus I: Gianclaudio Martin, Nicolò Pasello, Danilo
Zeni, Claudio Zinutti
Altus II: Michele Da Ros, Marco Della Putta, Sandro Giusti,
Stefano Giusti, Michele Morassut
Tenor: Fabrizio Da Ros, Alessandro Drigo, Pio Francesco
Pradolin, Carlo Roni, Pietro Santoro,
Bassus: Sandro Bergamo, Marco Casonato, Francesco Del
Bianco, Federico Monti, Fabio Zaccarin
Organico dell'Ensemble Orologio
su strumenti originali
Fiati
Cornetto I Matthew Jennejohn
Trombone alto I Mauro Morini
Trombone tenore II Corrado Colliard
Trombone tenore III Ermes Giussani
Trombone doppio basso VI David Yacus
Tromba naturale Diego Cal
Archi
Viola da gamba tenore Rodney Prada
Viola da gamba tenore Claudia Pasetto
Violoncino da gamba Paolo Zuccheri
Contrabasso da gamba Riccardo Coelati Rama
Basso Continuo
Violone Mauro Zavagno
Organo Marco Ghirotti
| Programma:
Officium Defunctorum et
Missa pro Defunctis |
| Tuba |
Sonata
pro defunctis |
| Ingressus |
Intrada |
| Organum |
Toccata |
| Ad
Matutinum |
Circumdederunt |
| Invitatorium |
Regem
cui omnia vivunt |
| Tuba |
Sonata
aperiit Primum Nocturnum |
| Versiculum |
A
porta inferis |
| Organum |
Intonatio |
| Lectio
I |
Parce
mihi Domine |
| Synphonici |
Sonata |
| Lectio
II |
Taedet
amimam meam |
| Organum |
Intonatio |
| Lectio
III |
Manus
tuae |
| Tuba |
Sonata
aperiit Secundum Nocturnum |
| Vesiculus |
Collocet
eos Dominus |
| Responsorium |
Ne
recorderis peccata mea |
| |
|
| |
|
| Tuba
|
Sonata
aperiit Missam |
| Organum |
Intonatio |
| Introitus |
Requiem
aeternam |
| Missa |
Kyrie |
| Graduale |
Requiem
aeternam |
| Synphonici
|
Sonata |
| Sequentia |
Dies
irae |
| Offertiorium |
Domine
Jesu Christe |
| Missa |
Sanctus |
| Missa |
Benedictus |
| Organum |
Intonatio |
| Missa |
Agnus
Dei |
| Synphonici |
Sonata |
| Communio |
Lux
aeterna |
| Egressus |
Sonata |
| Tuba |
Sonata
pro defunctis |
“Ensemble Orologio”
L’Ensemble Orologio è stato fondato da Davide De Lucia nel 2000
e deve il suo nome al massimo musicista del Rinascimento friulano:
Alessandro Orologio. È un gruppo specializzato nell’interpretazione
della musica del XVII e XVIII secolo con strumenti antichi o
copie fedeli di essi. Attraverso lo studio filologico dei trattati
dell’epoca, si propone di far riascoltare musica inedita e i
grandi capolavori come probabilmente erano eseguiti dai loro
stessi autori. L’ensemble ha effettuato numerosi concerti in
importanti sedi, ha allestito grandi produzioni (Cantica Sion
di Alessandro Orologio, Johannes Passion di Bach, Vespro della
Beata Vergine di Claudio Monteverdi e Dettingen Te Deum di Georg
Friderich HändelOratorio di Natale di Bach solo per citare le
ultime) e collabora con strumentisti e cantanti di fama internazionale
tra cui Bruce Dickey, Doron Scherwin, Furio Zanasi, Daniele
Carnovich, Sergio Foresti, Alessandro Carmignani, Anna Simboli,
Laura Antonaz, Mario Cecchetti.
Davide De Lucia
Davide De Lucia nato a Spilimbergo nel 1969, si è diplomato
a Parma in organo e composizione. Contemporaneamente, terminati
gli studi classici, si iscrive all’Università a Padova e si
dedica all’approfondimento del repertorio musicale rinascimentale
e barocco. Segue per diversi anni i corsi di musica antica,
di organo barocco e di clavicembalo tenuti dai maestri Jean
Claude Zehender, Luigi Ferdinando Tagliavini, Harald Vogel,
Cristopher Stanbridge, Andrea Marcon. Svolge attività concertistica
come organista e clavicembalista e, collaborando con diverse
formazioni vocali e strumentali, come continuista, maestro di
coro e maestro di concerto. È stato per alcuni anni membro della
commissione artistica del prestigioso Concorso Internazionale
Corale «Cecilia Seghizzi» di Gorizia. Da molti anni è il continuista
titolare dell’Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia «G.B.
Tiepolo» con la quale ha intrapreso nel febbraio 2003 l’ambizioso
e poliennale progetto dell’esecuzione integrale delle oltre
duecento cantate e della musica sacra di J.S. Bach. A marzo
del 2003 ha diretto la medesima orchestra e il coro del Friuli
Venezia Giulia in un importante allestimento della Passione
Secondo Giovanni di Bach, ottenendo grande consenso di critica
e di pubblico. È riconosciuto come capace improvvisatore di
musica rinascimentale e barocca ed è considerato uno specialista
e un conoscitore approfondito del repertorio e della prassi
esecutiva del Rinascimento: a tal proposito nel 1999 ha costituito
l’Ensemble Orologio con l’intento di formare una vera orchestra
rinascimentale per la musica del Cinque e Seicento. Ha tenuto
numerosi concerti in prestigiose sedi sia come direttore che
come strumentista affrontando sempre repertori antichi dai «fiamminghi»
a Mozart. Ha diretto importanti produzioni, tra le ultime il
Magnificat, la Messa e la Johannes Passion di J.S. Bach, il
Dixit Dominus e il Dettingen Te Deum di G.F. Haendel, il Vespro
della Beata Vergine di C. Monteverdi. Ha avuto modo di collaborare,
in qualità di continuista o direttore, con importanti e famosi
artisti del panorama musicale internazionale: Gustav Leonhardt,
Emma Kirkby, Bruce Dickey, Doron Sherwin, Giorgio Fava, Paolo
Faldi, Furio Zanasi, Daniele Carnovich, Sergio Foresti, Mario
Cecchetti. Fra i progetti più importanti in preparazione per
il 2007-2008 che lo vedranno in veste di direttore ci sono l’oratorio
La Resurrezione di Haendel, la Passione secondo San Matteo di
Bach, L’Orfeo di Monteverdi e la Missa in Nativitate Domini
con musiche di Orlando di Lasso e Giovanni Gabrieli.
Iniziativa realizzata con il sostegno di:
Direzione centrale istruzione, cultura, sport e pace
Servizio attività culturali
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