Vespri della Beata Vergine per San Marco a Venezia
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di Baldassarre Galuppi & Antonino Biffi


L'Officium Consort è stato invitato a partecipare all'edizione 2006 del prestigioso Internationale Barocktage Stift Melk, festival di musica barocca che si tiene solitamente in giugno nella bellissima ed affascinante abbazia di Melk. All'ensemble pordenonese è stata affidata la parte gregoriana, a completamento della struttura del vespro, così costituito:

Dixit Dominus
Laudate, pueri
Laetatus sum
Nisi Dominus
Lauda, Jerusalem
Ave, maris stella
Magnificat
Regina coeli

Siamo nel 1762. Venezia è una città magica. La si può raggiungere soltanto via mare e, sulla barca, tra le vogate dei rematori, comincia a mostrarsi, dapprima vagamente, tra le brume e le foschie del mattino o attraverso la luce delle lanterne della sera. Poi, dalle nebbie svettano i primi campanili e infine la città si mostra in tutta la sua straordinaria e decadente bellezza. Venezia non è più la capitale del Mediterraneo, l'unico porto commerciale che unisce l'Occidente all'Oriente. La mollezza dei costumi, rappresentata magnificamente dal suo eterno e peccaminoso carnevale mascherato, influenza anche le istituzioni. Ma Venezia non è solo commercio, di ogni genere e natura, è anche la città dagli oltre cento campanili, le cui chiese annesse spesso avevano una propria vita musicale e il cui esempio più fulgido non può che essere l'aurea Basilica di San Marco. E qui ritroviamo un ormai maturo "buranello", un Galuppi reduce dalla sfortunata esperienza londinese che succede a Biffi, Lotti e Pollaiolo, alla guida della Cappella Ducale, ridonandole il meritato fasto e la supremazia musicale. Tanto il giovane Galuppi si era dedicato alla redditizia stesura di opere, soprattutto buffe, così il compositore della seconda metà del Settecento riscopre il fascino della musica sacra, arricchendo di strumenti anche alcune partiture corali dei suoi predecessori. E' il caso di questo Vespro dedicato alla Beata Vergine, scritto per la parte vocale proprio da quel Biffi che Vivaldi impererà ad odiare: la sua resistenza fisica e l'inelegante cocciutaggine a non voler lasciare questa valle di lacrime, impedirà al Prete Rosso di prenderne il posto, dovendosi accontentare di una ben più umile carica di maestro di violino all'Ospedale della Pietà. Ma non divaghiamo. In questo programma, una volta tanto, Vivaldi ha un ruolo molto marginale. Conosceva il "buranello", lo legava a lui il consueto rapporto tra colleghi compositori: di stima, di studio reciproco, di sfida. D'altronde anche Galuppi proveniva dall'insegnamento in un Ospedale, quello dei Mendicanti, prendendo addirittura il posto di Vivaldi alla Pietà, come supplente, nei periodi in cui il celebre violinista veniva chiamato a lunghi viaggi. Dalla sua ebbe soltanto la fortuna di vivere una manciata di anni in più e più tardi. E di essere sopravvissuto al Biffi.

Vania Pedronetto


Nato nell'isola di Burano, a otto leghe da Venezia, e perciò detto il Buranello, Baldassare Galuppi fu uno dei compositori più originali d'Italia nel genere comico. I primi rudimenti musicali gli furono insegnati da suo padre, barbiere di professione, che suonava il violino negli intermezzi al teatro della commedia. A sedici anni appena, Galuppi si recò a Venezia e lì visse con il salario che riceveva come organista di diverse chiese. Benché molto ignorante dei principi dell'arte, osò mettere in musica un'opera buffa che aveva per titolo La fede nell'incostanza, ossia gli amici rivali, che fu oltraggiosamente fischiata. Disperato per questa sventura, Galuppi era quasi risoluto ad abbandonare la musica e ad abbracciare la professione di suo padre, quando ebbe la fortuna di suscitare l'interesse del famoso Benedetto Marcello che avendo notato le felici disposizioni del giovane Baldassarre, lo fece entrare nella scuola di Lotti, dove si dedicò allo studio del contrappunto con ardore per ben tre anni. Lotti ben presto si avvide che Galuppi eccelleva sugli altri suoi allievi e gli testimoniava una stima che suscitò l'invidia del Pollarolo, all'epoca allievo della stessa scuola. Appena si sentì abbastanza preparato per poter riaffrontare le scene, ricorse ancora alla bontà del Marcello che scrisse per lui il libretto della Dorinda, del quale il giovane compose la musica. Quest'opera fu rappresentata al teatro di Sant'Angelo durante la fiera dell'Ascensione, nel 1729 e fu ben accolta dal pubblico. In quest'opera, come in altre, Galuppi non brilla per la forza dell'armonia, ma una gaiezza sostenuta, una verve incontenibile, e le forme graziose del suo canto, gli procurarono una celebrità che resistette per gran tempo ai capricci della moda. Galuppi si dedicò anche allo studio del clavicembalo e divenne uno degli artisti più abili su questo strumento. Dal 1729 in poi, il successo di questo compositore, in tutti i teatri d'Italia, fu quasi senza interruzioni, fino alla sua morte. Divenuto maestro di cappella della chiesa di San Marco nel 1762, organista di più chiese e maestro del conservatorio degli incurabili, rivestì tutti e tre questi incarichi fino all'età di sessantatré anni, quando fu chiamato in Russia dall'imperatrice Caterina II. Oltre ad un trattamento di 4000 rubli, gli si assicurava un alloggio ed una vettura di corte sempre pronta ai suoi ordini. L'orchestra che vi trovò per eseguire le sue opere, era detestabile, e non aveva nemmeno la più pallida idea delle sfumature dinamiche come il piano e il forte, ma grazie ai suoi sforzi divenne un po' più tollerabile. La prima opera che Galuppi diede a Pietroburgo, fu la Didone Abbandonata. L'imperatrice ne fu talmente soddisfatta che il mattino dopo gli inviò una tabacchiera d'oro, impreziosita da diamanti, contenente mille ducati. Tornò a Venezia nel 1768, e riprese il suo lavoro e i suoi incarichi. Continuò a scrivere per il teatro fino al 1777 e per la chiesa fino al gennaio del 1785, data della sua morte. Charles Burney lo vide a Venezia nel 1770, attorniato da una numerosa famiglia e carico d'onori e beni. Aveva conservato tutta la sua vivacità, tutto il fuoco, tutta la gaiezza della sua gioventù, qualità che si rifletterono nelle sue opere, fino alle ultime da lui composte.



Sabato 3 giugno 2006
Abbazia di Melk (A) - ore 19.30
Internationale barocktage Stift Melk


Baldassarre Galuppi (1706-1785) & Antonino Biffi (1666-1733)
VESPERAE IN CONCEPTIONE IMMACULATA BEATAE MARIAE VIRGINIS

Coro Barocco “G.B. Tiepolo”
Vania Pedronetto maestro del coro

L'Opera Stravagante
Giorgio Fava, primo violino spalla

Officium Consort
Danilo Zeni, maestro del coro


Ivano Zanenghi (Maestro di Concerto)



Giovedì 7 dicembre 2006
Duomo Concattedrale di San Marco, Pordenone
140° Anniversario di fondazione della SOMSI di Pordenone

Venerdì 8 dicembre 2006
Chiesa di San Vitale, Muzzana del Turgnano (Ud)


Baldassarre Galuppi (1706-1785) & Antonino Biffi (1666-1733)
VESPERAE IN CONCEPTIONE IMMACULATA BEATAE MARIAE VIRGINIS

Coro e Orchestra Barocchi “G.B. Tiepolo”
Vania Pedronetto maestro di concerto

Officium Consort
Danilo Zeni, maestro del coro











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