Ci
hanno diretto...
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
PIERGIORGIO
RIGHELE
Il maestro Piergiorgio Righele, fondatore e direttore del coro
(allora Coro Maschile dell'USCI Pordenone) è deceduto improvvisamente
il 25 settembre 1997 all'età di 59 anni.
Il suo ricordo è sempre vivo nei nostri cuori...
 |
E'
assai arduo per chi tenta, a fatica, di realizzare la Sua
fine e di riuscire a concepire un'attività musicale che
continua senza più Lui, tratteggiare una figura di maestro
e amico carissimo, nella Sua splendida dimensione umana
e artistica, esprimere il profondo vuoto e il lutto che
ci rimane. E' difficile ora per un testimone, catturato
nella rete della fascinazione ma pietrificato da un dolore
sordo, cogliere i tratti essenziali che Lo caratterizzavano,
le tracce profonde che ha lasciato dietro sé e la linfa
vitale con cui ha prima risvegliato e poi nutrito l'amore
per l'arte, per il gusto, per la Musica, per la Parola e
per i loro significati profondi. Il poeta-artigiano musicista
Piergiorgio Righele è venuto da noi, in Friuli, per attivare
una sensibilità assopita, per rivitalizzarla inducendo l'energia
inesauribile dell'amore per l'arte, aprendo squarci di luce
e facendo della Sua grande esperienza artistica un dono
prezioso da offrire generosamente a tutti.
Come appare enorme, ora, l'eredità lasciata ai Cantori di
Santomio con i quali ha raggiunto risultati di grande prestigio,
anche in ambito europeo, al Gruppo vocale dell'Unione Società
Corali della provincia di Pordenone, da Lui voluto e diretto!
Un laboratorio nel quale Righele ha saputo concretizzare
spunti e idee musicali eccellenti per contenuto, organicità
e coerenza stilistica. Per
non parlare dei cori, dei gruppi vocali e delle associazioni
territoriali che lo hanno ospitato come docente prestigioso,
sapendo però di poter contare sulla disponibilità di un
amico fidato.
|
Anche l'A.I.S.C.Gre. a Cremona che l'ha visto prima, per
tanti anni, allievo affezionato e poi Presidente e docente
ai corsi estivi. E quanto vuoto lascia a chi, grazie a Lui,
ha cominciato ad apprezzare il canto gregoriano, la musica
prepolifonica e rinascimentale a Lui tanto congeniali: ma
anche l'intero patrimonio polifonico visitato senza risparmi
di energie, con coraggio e sapienza, mai accontentandosi
dei risultati acquisiti. Non ho mai sentito Piergiorgio
riproporre un concerto o un progetto musicale per più di
un ciclo: riusciva sempre a rinnovare il repertorio con
idee musicali interessanti ed originali. Una volta esaurita
la proposta, voltava pagina! Non era un caso, poi, che gregoriano
e polifonia medioevale e rinascimentale fossero da Lui così
predilette se si pensa alla cura per il testo, all'importanza
fondamentale dell'articolazione verbale e della agonica
nell'esecuzione e da qui le sottolineature puntuali sull'efficacia
del dato testuale dal punto di vista poetico e retorico,
su cui Lui era sempre particolarmente attento. Una grande
scoperta per gli amatori e per i cultori del canto corale!
Un recupero di dignità, di ragioni storiche profonde e di
tradizioni: "…noi [cantori] abbiamo quattro quarti di nobiltà,
altro che pifferai", usava spesso ripetere Piergiorgio,
con la sua solita, amabile ironia. Ma non mancava certo
il rigore nelle sue lezioni: le leggi principali del canto
direttamente mutuate e intimamente condizionate dallo studio
del Gregoriano, con profondo e costante senso esegetico.
Vi era la cura paziente non per il suono in sé - elemento
del tutto trascurabile se non "contestualizzato" - , ma
per l'articolazione e la sua musicalità, per l'efficacia
nel porre un testo, per la precisione articolatoria, giammai
censurale, per la diligenza nella chiusura della parola
e della frase, per la logica interpretativa imposta dalle
figure retoriche racchiuse nella composizione. E la chiave
per risolvere tali complessi problemi è sempre stata la
capacità di Righele di cogliere i "messaggi" provenienti
dal compositore calato nella sua epoca, di decifrarne i
significati musicali e poetici più intimi: tra le righe
di una partitura, nell'intensità di una proclamazione o
nella artificiosità di un ornato, tuttavia con una pronta
percezione dei contenuti drammatici e retorici a cui corrispondeva
l'urgenza di esprimerli con impareggiabile sapienza stilistica
nell'esecuzione. Ma anche in un campo delicato e complesso
quale quello della vocalità ( non della mera tecnica vocale)
egli seppe trasmettere concetti profondi e di grande efficacia.
Ricordo in particolare due direttrici sulle quali egli poneva
grande attenzione e su cui molto insisteva: da un lato il
recupero e il rilancio della vocalità virile, considerata
(in particolare nel Canto Gregoriano, ma non solo) più ricca
di colore e di armonici e quindi di maggiore efficacia espressiva,
dall'altro lato lo studio attento dell'emissione in funzione
del processo articolatorio e l'enfasi dedicata alle "cesure".
Un approccio che metteva in forte crisi l'uso della voce
come mero strumento indifferenziato e nel contempo sottolineava
i limiti della didattica e delle tecniche comunemente adottate
nei conservatori e nei teatri. Questo ricordo - se si vuole
un po' disorganico e confuso - costituisce in sé un segno
di grande affetto ne di perenne riconoscenza nei confronti
di Piergiorgio Righele. Ho avuto la fortuna di incontrare
e di conoscere questo amico e maestro e sono consapevole
della inadeguatezza ed insufficienza di queste mie brevi
riflessioni per onorare degnamente una figura che tanto
generosamente ha offerto per l'educazione all'arte e al
gusto. Il vero senso e la gravità della perdita di Piergiorgio,
per tutti coloro che lo incontrarono e ne condivisero i
principi della musica e dell'esistenza, sono espresse molto
meglio nelle parole dei Responsoria per altro a Lui particolarmente
cari: "Caligaverunt oculi mei a fletu meo, quia elongatus
est a me qui consolabatur me…" Addio caro amico e maestro!
A noi il compito di rendere testimonianza della Tua opera
svelata e generosamente donata a piene mani e Tu, ne sono
convinto, continuerai a sorridere benevolo sugli amici che
hanno potuto apprezzare la Tua persona e il Tuo insegnamento,
su chi ha saputo godere di frutti copiosi e maturi, che
hai messo a disposizione di tutti spalancando le porte del
Tuo giardino fecondo. Grazie Piergiorgio.
Pio Pradolin
(Bollettino dell'A.I.S.C.Gre - Anno II, 1997)
|
GIORGIO MAZZUCATO
(Direttore dell'Officium Consort dalla fine del 1997 all'estate
2003)
 |
E'
docente di Esercitazioni Corali (vincitore di concorso nazionale)
presso il Conservatorio "F.Venezze" di Rovigo. Ha perfezionato
la sua formazione musicale con i Maestri: Giovanni Acciai
(semiografia, direzione e prassi), Marco Berrini e Biancamaria
Furgeri (composizione polifonica vocale e contrappunto),
Nino Albarosa, Luigi Agustoni e Alberto Turco (semiologia,
modalità, analisi e interpretazione gregoriana), Stephen
Woodbury (tecnica vocale), Roberto Gabbiani, Nicola Conci,
Francesco Finotti. Ha frequentato i corsi internazionali
AISCGREL di Cremona e il triennio di alto perfezionamento
all' Accademia "R.Goitre" per la didattica della musica
diretta da G.Acciai. Membro della Commissione Artistica
dell' A.S.A.C. del Veneto, è chiamato a far parte di giurie
di concorsi corali nazionali e internazionali. Svolge intensa
attività didattica in seminari, masterclasses, corsi e laboratori
di tecnica vocale, didattica e direzione di coro presso
Enti e Associazioni regionali in Italia e all'estero. Nel
2001 è stato docente al Master di Direzione del repertorio
corale dal XVI al XX secolo, ospite del Jinju Chamber Choir
della Korea del Sud. E'
cantore nella "Nova Schola Gregoriana" e in diversi gruppi
da camera. Alla guida del "Polifonico Città di Rovigo" fino
al 1998, come già de "I Piccoli Cantori S.Bortolo" di Rovigo
fino al 1980, e del Coro Maschile USCI-PN ha ottenuto primi
premi in concorsi nazionali (1978-79-84-86-89-94) e internazionali
(1988-1990-1999) di Arezzo e Gorizia, il Gran Premio Citta
di Arezzo del 1990 insieme con il premio speciale "F.Corti"
per la migliore interpretazione del madrigale. |
| Ha
diretto e cantato in Italia e all' estero: Ungheria, Germania,
Francia, Spagna, Polonia , Cecoslovacchia, Inghilterra,
Israele, Grecia, Brasile, Albania, Stati Uniti, Svizzera.
Maestro del coro in "Opera Giovani" 1997-98-99-2000, esecuzioni
di prime assolute, e del Coro del Teatro Sociale di Rovigo.
Ha inciso per ARES, Ed.Paoline, Pro Civitate, Stradivarius,
Naxos, e collabora attivamente con direttori d' orchestra,
teatri e gruppi da camera. |
DANILO
ZENI
(Direttore dell'Officium Consort dall'estate 2003 a dicembre
2010)
 |
Dopo
aver conseguito il Diploma in pianoforte presso il Conservatorio
"G.Tartini" di Trieste, il maestro Danilo Zeni ha approfondito
la propria preparazione nel campo della direzione corale
con i maestri Piergiorgio Righele e Giorgio Mazzucato. Dall'estate
2003 e' direttore dell'Officium Consort di Pordenone, alla
guida del quale si e' aggiudicato il secondo premio al 52°
Concorso Polifonico Internazionale "Guido d'Arezzo" nella
categoria riservata al Canto Monodico Cristiano e la fascia
di "eccellenza" alla X edizione di COROVIVO - Confronti
Corali Itineranti del Friuli Venezia Giulia. Attualmente
è componente della Commissione Artistica dell'U.S.C.I. Friuli
Venezia Giulia (rappresentante della provincia di Pordenone)
e membro della Commissione per la Musica Sacra della Diocesi
di Vittorio Veneto. Esercita l'attività di docente di pianoforte
presso alcuni Istituti Musicali e collabora frequentemente,
come cantore, con importanti cori nazionali.
E' direttore, fin dalla fondazione, del Coro "San Tomaso"
di Caneva.
|
|
homepage
| torna
su | e-mail
|
|
Per
una corretta visualizzazione del sito si consiglia l'utilizzo di Internet
Explorer 5.0 (o successivi).
La risoluzione consigliata e' di 1024x768 pixel
Copyright © 2002 Officium Consort
|