Jacobus de Kerle & Jacob van Eyck
"ANTIPHONAE" Canto e strumenti tra monodia e polifonia

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Jacobus de Kerle – Missa “Regina Coeli”
Scritta in uno stile sobrio e controllato, proteso nello sforzo di rendere chiara e comprensibile la declamazione delle parole liturgiche nel contesto del tessuto polifonico, la Missa “Regina Coeli” di Jacobus de Kerle sarebbe, secondo l'opinione del musicologo Otto Ursprung, “la primissima messa riformata conformemente ai requisiti voluti dal Concilio di Trento”. Nonostante essa indichi il 1562 quale data di pubblicazione, la sua composizione sarebbe posteriore a un'altra famosa e importantissima opera del Kerle: le Preces speciales pro salubri generalis Consilii successu, 4 v. (Venezia 1562) che - com'è noto - rappresentano il primo tentativo concreto di tradurre attraverso il linguaggio polifonico i dettami del Concilio tridentino in materia di musica sacra soprattutto per quanto attiene l'verba intelligerentur. A parte queste marginali considerazioni, la Missa “Regina coeli” lascia trasparire le peculiari caratteristiche dello stile compositivo di Kerle: magistero contrappuntistico di ascendenza fiamminga armoniosamente coniugato con la semplicità di scrittura e la chiarezza formale della polifonia “romana”. Basti osservare come la melodia gregoriana dell'antifona Regina coeli da cui la messa trasse ispirazione tematica, non divenga mai pretesto per sterili artifici contrappuntistici, ma si stemperi nel fluido progredire del contrappunto che, per molti aspetti, risente l'influenza dello stile palestriniano. Non a caso la famosa Missa Papae Marcelli, emblema del nuovo stile “riformato”, risale al 1562-63. La realizzazione dell'edizione moderna della Missa “Regina coeli”è stata condotta sull'esemplare conservato nell'Archivio Musicale Lateranense. Abbiamo cercato, in particolare, di risolvere i problemi imposti dalla collocazione del testo in latino sotto la scrittura musicale, soprattutto in quei punti maggiormente problematici ed ambigui (uno di questi è offerto dal Kyrie) in cui l'estensione del testo non si configurava in maniera del tutto esplicita. Parimenti ci siamo attenuti alle regole che governano l'applicazione della “musica ficta” per integrare il testo delle alterazioni sottintese nell'originale e tuttavia da ripristinarsi in fase esecutiva, causa pulchritudinis et necessitatis.

Jacob van Eyck: “Der Fluyten Lust-Hof”
Jacob van Eyck nacque nel 1590 a Heudsen, una piccola città vicino Den Bosch, nella provincia del Brabante (Olanda). I genitori, provenienti da due antiche nobili famiglie olandesi, si sposarono nel 1576 ed ebbero cinque figli, l’ultimo fu Jacob. Proprio in quel periodo la città acquistò una serie di campane per il carillon della chiesa, fatto probabilmente incuriosì e appassionò subito alla musica il piccolo Jacob. Egli era cieco dalla nascita, ma ebbe una carriera davvero notevole in quanto la sua grave menomazione fu compensata, in una certa misura, da una brillante intelligenza, un udito molto sviluppato e da una gran determinazione. Fu suonatore d’organo e carillon presso il Duomo di Utrecht, teorico, accordatore e scienziato (ancora oggi le suo accordature riecheggiano nei circa 200 carillon presenti in tutti i Paesi Bassi e le Fiandre) ma anche suonatore di flauto, tanto che nel 1648 il suo stipendio fu aumentato di 20 fiorini a condizione che nei mesi estivi suonasse nel chiostro adiacente la Chiesa di San Giovanni. “Der Fluyten Lust-Hof” è un opera unica nel suo genere, una delle più importanti nell’ambito del repertorio per strumento monodico, oggi sicuramente una delle più amate e studiate dai flautisti di mezzo mondo. Pubblicata parecchie volte (tra il 1644 ed il 1656) dall’editore e amico Paulus Matthisz, egli stesso suonatore di flauto, copie delle edizioni antiche sono custodite presso gli archivi di Amsterdam, L’Aia, Bruxelles, Londra e Berlino, fatto che ne dimostra il successo in molti ambienti musicali. La raccolta comprende 150 brani con variazioni basate su 120 temi tra i più famosi del tempo: Salmi, Preludi, Fantasie, Corali, Arie e Balli di varia provenienza (italiana, tedesca, svizzera, francese, inglese, scozzese, spagnola, olandese, sacra e profana). Van Eyck ha creato il suo “Der Fluyten" improvvisandolo nel senso antico del termine, utilizzando cioè le molteplici tecniche di diminuzione del Rinascimento europeo (veneziana, friulana, inglese, svizzera, spagnola, olandese), le sue improvvisazioni, pazientemente annotate dall’editore, erano più o meno vicine, almeno come ispirazione, agli assoli dei più grandi jazzisti del secolo passato.



Officium Consort



tenori primi: Nicolò Pasello, Danilo Zeni, Claudio Zinutti
tenori secondi: Marco Della Putta, Sandro Giusti, Stefano Giusti
baritoni: Alessandro Drigo, Pio Francesco Pradolin, Pietro Santoro,
bassi: Marco Casonato, Francesco Del Bianco, Daniele Fabbro


Programma del concerto:
Salve Sancta Parens Antiphona ad introitum, II modo
Regina Coeli Antiphona, VI modo
Kyrie Missa "Regina Coeli" - Jacobus de Kerle
Gloria Missa "Regina Coeli" - Jacobus de Kerle
Preludium ofte voorspel Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Onse Vader in Hemerlryck Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Credo Missa "Regina Coeli" - Jacobus de Kerle
Fantasia Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
D’ Lof-zang Marie Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Sanctus, Benedictus Missa "Regina Coeli" - Jacobus de Kerle
Psalm 134 Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Gaude Mater Sequentia
Repleta est Responsorium prolixum, I modo
Ave maris stella Hymnus
Puer Nobis Nascitur Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Ayre Der Fluyten Lust Hof - Jacob van Eyck
Agnus Dei Missa "Regina Coeli" - Jacobus de Kerle
   



Stefano Bet, flauti dritti e traverse

Nato in Friuli Venezia Giulia da sempre si occupa di musica e da oltre un ventennio di prassi esecutive e interpretazione su strumenti d’epoca del repertorio storico del flauto traverso (rinascimentale, barocco e classico). Diplomato in flauto moderno, autodidatta per gli strumenti antichi, si è perfezionato con Barthold Kuijken (Accademia Internationale di Antwerpen), Sigiswald Kuijken (Centro di Musica Antica di Roma) e Nickolaus Harnoncourt (Mozarteum di Salisburgo). Finalista al Concorso Internazionale di Utrecht, nel 1983 ha debuttato al Festival Vivaldi di Venezia (Fondazione Cini), partecipando poi come solista ed in orchestra a vari festivals e rassegne internazionali: Teatro alla Scala e Società del Quartetto di Milano, Rassegna del Lingotto a Torino, Accademia Chigiana Siena, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Amici della Musica Palermo, Festival Mozart Cidim Unesco, Bologna Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Primavera Musicale di Lugano, Dresden Music Festival, Utrecht Early Music Festival, Festival delle Fiandre (Brugge), Arts Baroques en Provence, Brežice Festival (Slovenia), MDR Sommerfest Leipzig, Salzburger Bachgesellshaft, Festival Beethoven Varsavia, Styriarte Graz, Wien Musikverein, Festival di Musica Antica di Lisbona, Nuova Harmonia Buenos Aires ecc….
Ha collaborato con I Sonatori de la Gioiosa Marca Treviso, Diego Fasolis & I Barocchisti & Coro RTSI di Lugano, Accademia Strumentale Italiana, Collegium Kartusianum Köln, Accademia Bizantina, Ensemble Zefiro, Capella Musicae Graz, Concerto Armonico Budapest e altri. Ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per le principali emittenti nazionali europee, Cd e Video/DVD per Tactus, Stradivarius, Amadeus, Centaur, Arts, Chandos e Sony. Ha tenuto corsi e masterclass presso varie Accademie e Conservatori.







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